Agathodaimon - Tristetea vehementa
Nel buio della Luce
Quella nube oscura,
tinteggiata di velluto viola
scivola placidamente in quel mare,
che sembra accoglierla,
che sembra conoscerla...
Quella luna dai contorni opachi,
che nasce come riflesso di luce,
riduce pian piano la sua superficie,
si dimezza e scompare
Ma al di fuori di quei contorni
risplende quella fioca luminosità
che tinge ogni cosa di piombo...
Silenzio Assordante
martedì, 28 luglio 2009
Rasentando l'oscura tenaglia di quell'alienazione che ti stringe forte al petto per impedirti di cadere in un tranello umano
Divincolandosi da quei tentacoli che apparivan come seta suadente
E rispecchiandosi in quella pozza d'acqua morta ma embrionicamente viva
si rinnova quella promessa dalla lingua mozzata ma dallo sguardo impietoso e sempre fiero.
Circoli viziosi di cui l'uscio si vuole oltrepassare si stagliano dinanzi gli occhi dell'inumano sentire
e si sgretolano come pioggia di cenere nel cielo poichè mai avevan cutodito la chiave di quel tempio sconsacrato con l'amore che lambisce l'odio
E si torna a muovere i finti malfermi passi per rimembrare l'antica sensazione di annegare dentro noi
e da quel cullarsi inquieto ci si risveglia portando fra le mani la forza autentica dell'essere oltre e dell'essere perennemente vivi.
Il Vento mormora attraverso MorganaLaPazza alle 23:26
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lunedì, 01 dicembre 2008
L'eterea danza di un comune sentire
che trova respiro attraverso l'incessante palpito
di quel cuiore che ha superato ogni suo primitivo esame
pur di raccoglierti in quel sussurro che fa di te
il puro cristallo che non si può sfiorare
ma si può fortemente amare
per ogni Significato che ha al suo interno.
E sole e luna si intrecciano fra loro
e si confondono gli umani struggimenti
e ciò che ne deriva impunemente
è quell'Immortale creatura
che non conosce il buio del mondo
perchè mai vi apparterrà
ma che conosce il senso ultimo dell'Esistenza
che ha in sèil più vitale fra tutti quei bagliori.
Il Vento mormora attraverso MorganaLaPazza alle 20:32
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sabato, 29 novembre 2008
FANCULO ALLE MASCHERE
FANCULO ALL'IPOCRISIA SENZA LIMITI
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martedì, 25 novembre 2008
Basta un attimo di volontà
un sussurro che si vuole percepire
uno sguardo interiore che non si vuol frenare
una carezza allo spirito che lascia indelebile segno
il ricordo eterno della ricerca di un qualcosa
la certezza che l'Emozione è sempre degna d'essere vissuta
ed ecco che i cancelli delle sensazioni
si schiudono lasciando che i passi possano alternarsi
fino a condurli sulla soglia
di un abbraccio che da sempre si attendeva.
Le mille domande non hanno piu' importanza,
i dubbi sciolti come neve al sole,
ogni paura dilaniata nel profondo...
solo il tepore di quell'Abbraccio senza fine
che è nostro di diritto ma ora è stato ritrovato
sarà cio' a cui è diretto il nostro Fiat...
e nulla potrà turbare quel momento
poichè vive nella dimensione degli eletti.
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martedì, 18 novembre 2008
Finalmente ha visto la luce un concentrato di vivide Emozioni senza fine
Per maggiori info, cliccate sull'immagine
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lunedì, 17 novembre 2008
E' l'espressione del singulto di un diaframma spezzato
Cio' che sopisce quell'intrepida smania di divincolarsi
da una pelle appena poggiata sulle ossa infrante
E' un incutere timore nelle sviscerate viscere frementi
Cio' che poi induce ad ascoltare attentamente
il tintinnio dei denti che mordono catene
create dalla carne imbizzarrita
E' lo scrosciare limpido ed immobile
di un tremolante soffio d'aria
Cio' che delinea il fulcro d'incontro tra quell'impervia partenza
e quel dissacrato punto di non ritorno
E' la sostanziale pesantezza di una leggerezza
rude come un impalpabile paesaggio estatico
e stilettante come quel sibilo di vento
Cio' che differenzia le nostre ombre deformi
da visi veri che non possiedono la vita...
da fallaci maschere che non avranno mai in sè
la loro faccia.
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martedì, 11 novembre 2008
Lo ribadisco,
occorre fuoco.
Fuoco che sfigura...
Fiamme che sfrenatamente avanzano
e scandiscono col loro incedere altero
il tempo che si è fermato in quell'istante di peccaminosa brama.
Fuoco che vorticoso ti scivola addosso
e strappa i lembi che non dovevano giacere lì.
Fuoco che riesce ad insinuarsi
anche quando le bruciature non conoscono l'arsura piena.
Fuoco che non permetterà il congiungersi di nulla,
se prima non ci si è battezzati fin nel profondo di quel rogo
che conosce
l'autenticità di ogni sfumatura,
di ogni falda di cielo,
anche di quella che si è saputa nascondere a dovere.
Il Vento mormora attraverso MorganaLaPazza alle 10:26
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domenica, 09 novembre 2008
Ingestibile voglia di esplodere in quel cielo imploso e sovrastante
inarrestabile scroscio di un mutismo che ama cancellarsi
inappagabile desiderio di correre all'indietro per trovare finalmente
quella chiave smarrita
irresistibile brama di circondare con le braccia spirituali
ogni angolo vuoto ma presente
ed il ticchettio incorporeo di quelle lancette avanza adagio
ma in maniera quasi incandescente
e si sa bene che il fuoco giunge per purificare
dopo aver degnamente devastato.
Il Vento mormora attraverso MorganaLaPazza alle 16:47
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venerdì, 07 novembre 2008
Per chi riesce a percepire le sfumature di un mondo a parte
Il Vento mormora attraverso MorganaLaPazza alle 16:04
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lunedì, 27 ottobre 2008
Il ventre reclama quel tocco viscerale che sa regalare voce
anche alle fondamenta più appiattite
quel ventre quasi disadorno rimpiange gli attimi perennemente cancellati da una sete amorfa
e senza alcuno spirito
e piange le sue lacrime amare nella verità di mille singhiozzi di silenzio
che non vogliono sbiadire
E l'aria di morte viene cancellata da una corsa, folle, imperitura
e piena di vigore
che punta a riappriopiarsi di ciò che spetta di diritto
E non conosce tregua quella corsa, conosce l'obbedienza al ventre
e al suo tedioso frutto
e tutto farà,
tutto percorrerà
per dare vita a ciò che è nato per vivere per sempre
Ed ora tappati la bocca con i fiori appassiti che risorgeranno,
chiudi le orecchie per non udire il canto di sirena spenta
di ciò che ti circonda
stringi le ginocchia al petto più che mai e corri, devi farlo,
corri, stai per arrivare al senso e non puoi più indietreggiare...
Il Vento mormora attraverso MorganaLaPazza alle 21:53
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domenica, 03 agosto 2008
Chi può mai credere di poter fermare quel sibilo sferzante che si ghiaccia sulla faccia?
Chi può mai avere la certezza di poter bloccare i passi all'impeto che non smette mai
di richiamare a sè ogni più piccola goccia di sangue
che si credeva ormai smarrita?
Chi potrà mai osare sfiorare le corde più remote di quell'oblio
che non ti permette mai la resa
nemmeno quando la morte ti spalanca le sue più acri braccia?
Niente può avere la consistenza e la spiritualità fremente
di quelle labbra che si dischiudono anche nel freddo
di un inverno mai arrivato eppur sentito forte dentro
Niente e nessuno potrà mai scalfire quella scheggia potente e fragile
che quando decide d'arrivare non solo non chiede alcun permesso
ma si insedia e insidia ogni umana certezza
per frantumarla attraverso quel sole che
filtra oltre le pareti che si credon chiuse.
Il Vento mormora attraverso MorganaLaPazza alle 21:07
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domenica, 20 luglio 2008
Torbida palude che ti striscia addosso per appiccicarti quel senso di inadeguata nudità del non sentire
ma del percepire annusando i colori e contemplando gli odori.
Inefficace manto che non protegge nè tantomeno terge
ma che ti lascia fluttuare privo di ossigeno
in sterminati campi minati...
E come se non bastasse sale la voglia di non implodere ma di donare
al tempo ogni tassello
di quella chiave che può aprirti il cuore.
Vige apatia a fare da cornice allo stridore di un quadro che non appare perfetto nemmeno in superfice
ma che ti cinge gli umani fianchi per farti cancellare una memoria
o meglio
La memoria che ha in sè tutti i tuoi frutti.
Vige stanchezza di un'anima ancora costantemente in tumulto,
ancora con quella sete arsa di nobile verità,
ancora pulsante nel petto e nelle mani.
E vi è una sola risposta a quest'ennesima prova spirituale
ovverosia c'è da gettarsi dentro quel fuoco privi di remore
e con le ali ben aperte
affinchè ci si divori e ci accarezzi un'altra volta,
come accadeva in quel tempo che non appartiene ad altri che a noi.
Espressione costante dell'incorporeo per forma, sostanza ,soffio vitale ed abnegazione.
E c'è bisogno di fuoco quindi, fuoco che brucia purificando e corrodendo l'assenza
che produce l'unica sana ed insana entità.
Quell'entità che ha in sè ogni valore per resistere.
Il Vento mormora attraverso MorganaLaPazza alle 21:05
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venerdì, 20 giugno 2008
Ancòra di te stesso e della tua sete insaziabile di verità.
Ancòra di quello che impunemente calpestano in ogni frangente
di ipotetica emozione.
Ancòra di un silenzio teso per farlo sbiadire
Ancòra di piccole idee che diventano almeno nella mente
incessanti azioni
Ancòra di un singulto che che geme debolmente
ma che con audacia sta attendendo l'attimo fisso nel suo tempo
Ancòra che sa corrodere le sue radici per districarsi
da quel terreno morto
Ancòra che perplime e mette in scena il Dubbio
come catarsi propria di uno spirito che non si può domare.
Occorre cingere quell'istante, farlo proprio
bevando dalla sua stessa fonte,
rincorrere la genesi di tutto e finalmente ricordare
come muovere quell'ultimo passo tremolante
che non fa spalancare piccoli usci intorpidi, no,
fa spalancare quei portoni.
Il Vento mormora attraverso MorganaLaPazza alle 18:08
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mercoledì, 04 giugno 2008
Sogni che ti sussurranno all'orecchio dell'oblio
Sogni che ti stilettano in quella carne ancora fragile
Sogni che ti indirizzano a seguire neri sentieri
Sogni che ti bombardano di finte immagini visive
Sogni che ti rafforzano lì dove la mente viene meno
Sogni che ti rinnegano in ogni dove
Sogni che ti costruiscono da sè le giuste armature
Sogni che ti riportano all'effetiva predestinazione
Sogni che si susseguono in una danza dalle accecanti sfumature
Sogni che ti avvicinano alla stremante verità
Sogni che ti ridonano l'amata e viscerale consapevolezza
...e ancora sogni , e sogni ancora
mentre si attende che il Sogno Reale faccia il suo corso
fermandosi nel proprio innato istante
mentre la vita scorre ma lui rimane fermo
ed eternamente ti accoglie fra le braccia...
Il Vento mormora attraverso MorganaLaPazza alle 14:30
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giovedì, 15 maggio 2008
Muovi i tuoi passi e saltella di lato per non calpestare il vestito che dovresti indossare
Guardalo appena e continua a danzare smuovendo silenzio che come petalo cade su orme scomparse
Dirigi i tuoi occhi in uno spicchio di vetro e spolvera un poco i tentennamenti poi torna a guardare il vestito e sorridi di sdegno mentre tendi la mano
Ed ora che percepisci nel tatto tutto il suo marcio splendore, or che rimane un alone scheggiato sul pallido palmo
ora saltella piu' forte e fai ricadere ogni pezzo di quella veste che succinta non è ma stringe sui lati
e ridi di pura ed amata follia mentre i coriandoli sparsi
bruciano intorno portando poi un tepore che nn fa respirare
ma che sta scomparendo man mano che i sogni
che nn avevan ragion di vita
si spengono ignari.
Il Vento mormora attraverso MorganaLaPazza alle 16:41
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Il Sentiero del Silenzio
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Gli occhi dell'anima a parte
CHI AMA MORGANA NON POTRA' NON AMARE QUESTO SEGNO INDELEBILE
Disclaimer
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001
Le immagini contenute sono prese dal web. Per qualsiasi problema fatemi sapere e verranno tolte. Grazie.
L'unica vera bestia è l'uomo
Al di là del cerchio
IL SUSSEGUIRSI
Che banalità appare lo scandire del tempo , che misera azione sembra compiere la lancetta che lentissimamente ma inesorabilmente avanza eppure è lì...la Verità.
Si chiacchiera, si ode, ci si domandano i Perchè ma al termine di ogni groviglio di pensieri un unica cosa rimane... il susseguirsi delle vere ore.
Ore che possono apparire quasi eterne, ore di angoscia piena , di lacrime silenti o d'urla disumane, ore...
Ore di trepidazione, ore di fiducia , ore di vuoto pieno ma sempre ...ore.
Mi inchino profondamente dinanzi a te oh Tempo che tutto muta e/o rinsalda, mi inchino e col mio inchino ti dono anche gli ossequi.
Ed ora forse qualcuno potrebbe anche azzardare a proferire la scempiaggine, il Tempo termina con il cessar d'esistere...
Esistere..ma dove? Il nostro Io fedele trasmigra non vi è noto? Raggiunge il suo universo e detta legge e torna a rincorrere ancora una volta quello scandire inarrestabile beandosi pero' di aver raccolto il frutto di cio' che ha seminato. Tempo, Ti Amo, continua il tuo percorso e dona voce a bocche che ora devon rimanere chiuse.
Tempo continua la tua opera e lascia la tua Luce illuminare il buio piu' profondo del mio Io.
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